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Reed Re di Genova

- Al termine di due manche entusiasmanti il campione australiano si impone sullo statunitense Barcia e sul francese Coulon; Bernardini svetta nella 125, paura invece per Monea caduto al termine del frontflip | M. Zanzani, Genova
Reed Re di Genova

Spettacolo puro e adrenalina a tutto gas nel 31° Superbowl di Genova che con la vittoria di Chad Reed ed il secondo posto di Justin Barcia ha rispettato i pronostici della vigilia. I due attesi protagonisti di questa edizione hanno fatto scintille in entrambe le manche, spartendosi un primo ed un secondo posto a testa con Reed che l'ha spuntata in quanto vincitore della seconda ed ultima finale.

Forte della sua esperienza e di una determinazione che il passare degli anni non ha scalfito, nella prima manche Reed ha mandato in porto un eccezionale recupero dalla penultima posizione, dove si è ritrovato a causa di una caduta collettiva, che lo ha portato sino al posto d'onore. In quella successiva ha ribadito la sua superiorità con una lunga caccia al battistrada cominciata nelle prime battute di gara e di fatto conclusa a due giri dalla fine quando approfittando di un ennesimo errore di Barcia lo ha scavalcato tenendo poi la leadership sino al traguardo.

«Terminare dietro a un campione del calibro di Chad è comunque un onore - ha commentato l'americano della Honda Geiko che da oltre un mese ha iniziato la preparazione in previsione della stagione supercross Usa seguito dall'ex ufficiale Honda Jeff Stanton - oggi ho fatto un po' troppi errori ed è giusto che la vittoria sia andata a lui».

 

 

Nessun altro concorrente è stato in grado di competere col ritmo due piloti d'oltreoceano, che hanno praticamente fatto gara a sé. Il terzo gradino del podio è andato al francese Cyril Coulon, che ha preceduto lo svizzero della Yamaha Bike It Arnaud Tonus e il bravo Matteo Bonini, 7° e 5° di manche, che si è assicurato il secondo posto nella classifica finale del campionato europeo supercross alle spalle di Cedric Soubeyras e davanti ad Angelo Pellegrini.

Senza storie la classe 125, con il portacolori Maglia Azzurra Samuele Bernardini protagonista di manche e finale che con quattro vittorie ed un terzo posto si è assicurato il titolo SX2 davanti a Tommaso De Pietri. La 85 ha invece visto primeggiare l'olandese Bas Vaessen, mattatore della finale che ha visto sempre in seconda posizione Nicola Soave.

Spettacolo anche con gli specialisti del freestyle, che ha visto contendersi il migliore trick Bilko Williams, Dani Torres, Alexej Kalesnikov e gli azzurri Max Bianconcini, Vanni Oddera, Ivan Zucconi e Dan Serblin, sulla rampa alla guida di un quad.
Ma quello più atteso è stato quello di Mark Morea, che ha tentato per la prima volta in Europa il Frontflip, una sorta di backflip con avvitamento in avanti. L'australiano ha condotto l'esecuzione perfettamente sino a prima dell'atterraggio, trovandosi leggermente di traverso poco prima di toccare terra col risultato di essere sbalzato via dalla moto nella discesa di chiusura del salto. C'è stato un attimo di paura, poi dopo aver accusato inizialmente il colpo Morea si è ripreso e sostenuto dagli applausi del pubblico è andato via con le proprie gambe. 

SX1 assoluta

1. Reed (Honda); 2. Barcia (Honda); 3. Coulon (Suzuki); 4. Tonus (Yamaha); 5. Bonini (Suzuki); 6. Martin (Honda); 7. Ramette (Suzuki); 8. Maillard (Kawasaki); 9. Mannevy (Suzuki); 10. Clermont (Honda); 11. Pellegrini (Suzuki); 15. Dami (Honda).

 

  • alv10
    alv10, bari (BA)

    Small!!

    Un stadio con pista offrirebbe una superficie di quasi il doppio rispetto a Genova, quindi più che sufficente per una dignitosa pista da supercross.
    Per quanto riguarda il pubblico, credo che un ipotetico evento di questa portata richiamerebbe molta più gente di quella che di solito si muove per il superbowl. Il vecchio stadio di Bari (inutilizzato con 30mila posti, pista, e perfettamente agibile), per esempio, sviluppa una superficie di quasi 14.000 metri quadri, considerando che la pista di Genova si sviluppa su una superfice di 8.000 metri quadri (ad esagerare) mi sembra uno spazio più che sufficente. Mi rendo perfettamente conto di quanto possa essere difficile organizzare manifestazioni di questo tipo ed apprezzo gli sforzi fatti da chi organizza il superbowl con successo ormai da decenni, ma voglio continuare a credere che sia possibile fare di più e che un giorno qualcuno porterà il supercross in uno stadio italiano.
  • Stefano.Bertuccioli
    Stefano.Bertuccioli, Ceranesi (GE)

    small?

    il Palasport di Genova ha una delle superfici coperte più ampie d'Europa, quella utilizzata per allestire la pista è comunque più grande di quella di Bercy. Anni fa allungarono la pista facendo salire le moto sul primo anello, ma comportava costi altissimi e oggi per ragioni di sicurezza non credo sia più possibile. Che piaccia o no il Palasport di Genova è il più grande stadio coperto d'Italia, anche se la forma tonda e le tribune ridotte lo fanno sembrare più piccolo.
    Certo sarebbe un sogno vedere un evento del genere in uno stadio, ma sarebbe altrettanto triste vedere uno stadio da 30000 personecon le tribune mezze vuote. Le dimensioni del Palasport sono uguali a quelle di un campo da calcio a 11, quindi con uno stadio moderno senza pista da atletica cambierebbe ben poco.. Gli stadi americani hanno superfici enormi, con parecchi metri utili tra linea del campo e tribune.
    Noi comunque dentro il palazzetto ci facciamo la prova di un rally da più di dieci anni
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