Micromobilità e scooter protagonisti dello sharing
Non serve comprare uno scooter per poterlo usare quando ne abbiamo bisogno. Nelle città dove ci sono servizi di sharing sono sempre di più le persone che decidono di rinunciare alla proprietà di un veicolo e convertirsi al Pay-per-use. Un mercato sempre più grande e in cosante crescita. Il dato emerge da un'analisi commissionata da Cooltra, uno dei maggiori player della mobilità condivisa. Nel 2021 il mercato globale dello scooter sharing ha raggiunto 223 miliardi di euro di cui 45 miliardi solamente in Europa. Nel vecchio continente ci sono circa 280 mila veicoli disponibili nelle principali città europee.
Questo il quadro ad oggi, con proiezioni decisamente ottimiste che prevedono una crescita annuale delle soluzioni di mobilità condivisa di oltre 20% entro il 2030. Entro i prossimi cinque anni si prevede un tasso di crescita annuo del 13,69% e un valore 840 milioni annui con oltre 41 milioni di utenti.
Il mercato è abbastanza concentrato e dominato da 5 operatori che possiedono più della metà dei veicoli dispiegati nelle città. Ed è concentrato anche geograficamente visto che circa 2/3 degli scooter condivisi è utilizzato in Europa con risultati in crescita soprattutto in: Germania, Paesi Bassi e Francia. L'Italia nella classifica mondiale per disponibilità di scooter si piazza al settimo posto per disponibilità di scooter in condivisione. L'offerta in Italia è in aumento (+45%) e anche le iscrizioni (+30%) con particolare concentrazione nelle aree metropolitane. Roma, Milano e Torino hanno registrato 21,7 milioni di noleggi e 91,7 milioni di km percorsi.