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MV Agusta Art of Mobility, la Cagiva e gli obiettivi di crescita

- Il CEO della casa motociclistica di Varese, Timur Sardarov, ha parlato degli obiettivi per il prossimo futuro. Intanto un anno fa è stato registrato il marchio “MV Agusta Art of Mobility”
MV Agusta Art of Mobility, la Cagiva e gli obiettivi di crescita

A capo di MV Agusta dal 2019, rappresentandone la proprietà, Timur Sardarov ha rilasciato un'intervista all'agenzia Adnkronos toccando vari punti interessanti.

Partiamo dal ricordare che da quanto la famiglia Sardarov è diventata l'unica azionista di MV Agusta sono stati versati oltre 150 milioni di euro per finanziare le attività del marchio e realizzare gli investimenti necessari al nuovo piano industriale.

L'ultimo aumento di capitale pari a 30 milioni di euro è stato annunciato alla fine di aprile e questo ha portato a 70 milioni il patrimonio netto di MV Agusta.
Ha significato l’uscita definitiva e in anticipo dell’azienda dal concordato preventivo in continuità aziendale scattato nel 2016.

“Uno dei miei primi obiettivi – aveva dichiarato allora Timur Sardarov - era di risolvere la situazione di stress finanziario che l’azienda stava vivendo e porre le basi industriali e commerciali per la sua crescita. Oggi questi obiettivi sono stati raggiunti, e possiamo ora guardare al futuro con rinnovata fiducia, confortati dal successo che i nostri nuovi modelli stanno ottenendo.
Questa iniezione di capitale darà una sferzata di energia al nostro business su tutti i fronti, dal design allo sviluppo e alla produzione di nuove moto, alla fornitura di un’assistenza di primissimo livello a tutti i nostri appassionati clienti, all’espansione del nostro dealers network 3.0.
Nel 2021 ci aspettiamo di superare i 100 milioni di euro di fatturato, per la prima volta nella nostra storia, e di triplicare questa cifra entro i prossimi tre anni".

All'Adnkronos, pochi giorni fa, Sardarov ha sottolineato come nel 2021 sia stato svolto “Un re-styling e un re-engineering di tutta la nostra gamma. Parliamo di sette modelli e diciannove diverse moto. Questo mese, inoltre, rilasciamo otto nuove moto. Abbiamo una delle gamme più ampie di modelli tra i produttori di medie dimensioni. Entro il 2024 la nostra gamma crescerà probabilmente del 40%. Lanceremo due nuovi motori e circa dodici nuove moto.

In questo quadro non sono comprese “le biciclette e i prodotti di urban mobility, la cui produzione inizierà nei prossimi due mesi. Vogliamo diventare un'azienda di mobilità trasversale e colmare il gap tra mobilità leggera e mobilità più pesante, offrendo ai nostri clienti una gamma completa che va dai piccolo scooter a moto da 210 cavalli”.

Il nuovo marchio

Così come aveva fatto con MV Agusta Rosso, che ha poi dato il via a una definizione di modelli nella gamma moto, fra i marchi depositati all'Ente europeo per la proprietà intellettuale da parte della casa motociclistica c'è “MV Agusta Art of Mobility”.
La domanda è stata presentata il 6 luglio 2020, registrata il 17 novembre successivo ed è valida fino a luglio 2030. La classificazione ha codice 12, ovvero riguarda “veicoli, motociclette, parti di ricambio per motocicli, biciclette, monopattini e veicoli elettrici”.

Sembrerebbe insomma fatto apposta per la nuova gamma di prodotti per la mobilità citata poco sopra.

"Non siamo in vendita"

Ritornando all'intervista dell'Adnkronos, fra le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi c'era l'ipotesi di cessione alla cordata KTM-Bajaj Auto, ipotesi che Sardarov smentisce nettamente: "Sono voci del tutto ingiustificate. MV Agusta ha il suo business plan e rimarrà da sola per almeno i prossimi cinque anni, fino a quando il piano che abbiamo annunciato non sarà realizzato. Manterremo la nostra indipendenza, l'azienda non ha bisogno di partner esterni”.

Il numero uno MV ha parlato due motori in preparazione, si tratta di Un 550 e un 950. Entrambi i progetti richiedono dai 24 ai 28 mesi a partire da ora per essere realizzati. Forse il 550 potrebbe arrivare per primo”.

Altre indiscrezioni di cui si è parlato oltre un anno fa riguardano il nome Elefant, per una prossima maxi enduro, e più in generale il rilancio di Cagiva. “Cagiva è un marchio che appartiene a MV Agusta. Il nostro settore marketing sta valutando le possibilità di prodotti col marchio Cagiva e stiamo anche ragionando se definire la Elefant come 'sub-brand' di MV Agusta o come Cagiva Elefant. La decisione non è stata ancora presa”.

  • foxy23.rossi
    foxy23.rossi, Brescia (BS)

    Parla bene e razzola malissimo . Per ora solo serie limitate tra l’altro nemmeno belle , una bici elettrica quando ormai le trovi anche al mercato del pesce e oggi la mega novità , una F3 del 2011
    .
    Sono curioso di vedere la elefant che sicuro monterà il 3 cilindri MV e allora possono pure chiudere perché non avrà chances con la concorrenza bicilindrica 1200
  • Fabio Ricci1
    Fabio Ricci1, Gambassi Terme (FI)

    Vado controcorrente, questo russo ha ripianato i debiti diventando unico titolare (o almeno la sua cordata )di MV AGUSTA solo nel 2019 ,ma dai commenti lo date tutti per fallimentare nonostante le vendite da quando c è lui siano comunque in aumento.......allora io dico,eccheccazzo!!!!!!!!Aspettiamo prima di giudicare, almeno per i prox 5 anni !!!Ormai siete abituati a vedere le grosse aziende cinesi invadere il settore moto come uno sciame di locuste.MV è un altra cosa ,in tutto,...e meno male !!!!!!!
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